Elridge Cleaver. Sogno drogato dell’Yippie-Pantera

© Copyright 2013 CorbisCorporationSpiritualmente, il patto Yippie-Pantera fu firmato nel 1964-65, quando gli studenti di Berkeley rivoluzionavano l’Università e fermavano i treni militari, e Eldridge Cleaver era chiuso nella prigione di Folsom.
In Anima in ghiaccio, Eldridge scrive quel che provava:
« Avrei voluto fare un salto di un miglio, o farmi crescere la barba e mettermi con Che Guevara, e condividere il suo destino, aiutando ad aprire un altro sentiero nel cervello sempre più cosciente della Nuova Sinistra… O mi sarebbe piaciuto essere a Berkeley proprio in questo momento, a rotolarmi in quell’atmosfera, a folleggiare in quella tana di pseudo-rivoluzione ».
Sin dalla nascita, Eldridge Cleaver era stato condannato al carcere dall’Amerika bianca. Ebbe la prima condanna quando venne trovato in possesso di quella che lui chiama una « borsa piena d’amore » (marijuana), ma il suo delitto era avere la pelle nera.
Adesso sta in prigione e legge sui giornali che i figli dei suoi carcerieri bianchi sputano in faccia ai propri arroganti padri!
I figli dell’oppressore si uniscono all’oppresso!
Cinque anni dopo, Eldridge Cleaver divenne il candidato alla Presidenza degli Stati Uniti del partito Pace e Libertà.
La profezia di Eldridge si stava avverando: i giovani bianchi respingevano la società bianca. «Bianco » era uno stato d’animo. Gli hippies erano alla ricerca di una nuova identità.
Giovani bianchi espellevano l’Amerika borghese dalla propria mente e dal proprio corpo con la droga, il sesso, la musica, la libertà, il vagabondaggio. Affollavano le prigioni. Non partecipavano alla rivoluzione unicamente per « sostenere » i negri; rifiutando la società bianca si battevano per la propria libertà.

Eldridge voleva stringere un’alleanza tra i negri cattivi e i bianchi cattivi. Criminali di tutti i colori, unitevi! Istituire una consorteria che nasceva dalle lotte e dall’oppressione comuni.
Eguaglianza-sotto-i-pigs.
L’unità bianconera diventa reale solo quando i bianchi vengono trattati come negri.
Eldridge voleva una coalizione tra le Pantere e gli attivisti psichedelici della strada. Dal candidato a suo vicepresidente esigeva un unico requisito: che fosse fuori di prigione.
Ero appena stato assalito nel mio appartamento da tre della Squadra narcotici di New York. Eldridge mi telefono, e io ci stetti.
Ma come avrebbe reagito il partito Pace e Libertà? Gli sarebbe venuto un infarto. E’ un partito fatto di bianchi che non si sentono oppressi e che aspettano il risveglio della classe operaia, di attivisti camicia bianca-cravatta-opuscoli-prese di posizione. Questi bianchi possono anche accettare di presentare come candidato alla Presidenza un drogato, un pistolero, un ex detenuto negro. Ma un mostro di capellone bianco alla vicepresidenza?
Dio ne guardi!
Andai al congresso di Pace e Libertà a new York, e salii sul ring. Proposi di trasferire il partito dai suoi uffici burocratici alla strada. Di trasformarlo in un partito di ribelli bianchi
Proposta respinta. Il partito nominò un professore universitario con borsa di pelle regolamentare (Jerry Rubin Do it! 1970)

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