L’ INFINITO AZZURRO – Claudio Veriol

IO sono un poeta,
io voglio l’ infinito azzurro!
TUTTI i poeti vogliono l’ infinito azzurro!…ma, ahimè!
Ora, guardando il cielo, non si prova più la sensazione infinita.
Tutto cominciò quando Magellano,
il navigatore, fece la circumnavigazione del globo.
La terra fu allora rotonda e finita, non piatta e infinita!
Maledetto Magellano! potevi stare a casa,
invece di andare in giro a rovinare i sogni dei poeti?
Si, perché era così bello, una volta,
tanti secoli fa, andare sul mare con un grande vascello.
Era così bello sapere che terra e mare erano infiniti.
Dove si poteva arrivare?
Sperduto sul vascello in mezzo al mare infinito
il poeta poteva alzare gli occhi e guardare il cielo azzurro. Guardava di qua, di là ,
e tutto era così azzurramente infinito.
Infinito azzurro.
Ora sappiamo che la Terra è rotonda e finita…
così abbiamo perso l’ antico contatto cosmico azzurro degli uomini antichi.
Che me ne facevo di un Universo senza infinito azzurro?
IO sono un poeta, non posso vivere senza infinito azzurro!
La civiltà, le scoperte, le invenzioni,
non sempre sono un bene per l’ uomo.
Evolvendosi,
l’ uomo ha perso l’ infinito azzurro.
Infinita sensazione di grandezza: nessun uomo mai piu’ ti proverà!…
ma io sono un poeta: ho bisogno dell’ azzurro!
Con la civiltà l’ uomo ha scoperto il mondo, ma a quale prezzo?
Ha perso la sensazione più bella.
Ha perso l’ infinito azzurro.

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