Tom Robbins. Non raccomando l’amanita muscaria come divertimento

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Non raccomando l’Amanita muscaria come divertimento. Se qualcuno volesse provare l’esplosione micologica, potrei suggerirgli una delle numerose varietà di Psilocybe come esempi più tranquilli, sicuri, dotati di una maggiore capacità di introspezione. (…) D’altra canto, mi rendo canto che molti di voi signore e signori, potrebbero tranquillamente tracannare sudore freddo di cobra se solo sospettaste che questa possa ‘“farvi” per cui, fatemi un piacere, se e quando avrete a che fare con l’amanita, state attenti. Potreste per sbaglio raccogliere le Amanita Pantherina, che le somiglia molto, eccetto che per il colore, che spazia dal giallo accesa al beige. In questa caso potreste stare seriamente male. La Pantherina contiene lo stesso “veleno” della muscaria, salo in dosi più massicce. A voi drogati fradici assicuro che non avrete nessuna voglia di aumentare la dose: ciò che questo può significare è un lungo periodo di incoscienza, forti spasmi muscolari e un mal di testa assassino, un mal di testa da un mondo al di là dell’aspirina. Vi sconsiglio altresì dal consumarlo in situazioni sociali in cui potreste avere dei diverbi; una qualsiasi offesa reale o immaginaria potrebbe farvi venir vaglia di devastare il vicinato. La cosa più intelligente è quella di assumere piccole quantità di fungo (a di sorseggiarne il succo) ad intervalli di mezz ‘ora, dato che è impossibile determinarne il dosaggio esatto. Geneticamente, l’amanita muscaria è straordinariamente complessa e nessun altro affare che cresce (ad eccezione di qualche rara orchidea) è così sensibile alle condizioni ambientali, di conseguenza, esistano ampie variazioni nella chimica dell’amanita. L’ammontare dei “veleno” può variare dl molto da posta a posto, da stagione a stagione, persino da fungo a fungo. (Tom Robbins: Il fungo magico, 1978).

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 SAMOAMAN

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